Progetto Work Place 3.0

Nell’installazione al Salone del Mobile di Milano del 2016, abbiamo tracciato il punto di partenza del percorso.

La premessa concettuale è la lettura e l’ascolto di desideri, sogni e bisogni. 

Come abbiamo imparato dalle esperienze del Novecento, e come noi di ARTEPRIMA pratichiamo tutti i giorni, gli artisti sanno sintetizzare ma anche stratificare, con immagini potenti, quello che noi non siamo in grado di prefigurare o che percepiamo come frammenti. Tracciano visioni che individuano nuove potenzialità, formalizzano pensieri, memorie e previsioni che restano a parete, o nelle piazze, per sempre. Questo è un valore unico ed insostituibile per tutti i processi, da quelli amministrativi a quelli industriali.

L’installazione al Salone 2016 è pensata come un’esperienza partecipativa di forma e funzione che ci identifica in un modo nuovo, altro, ponendo l’uomo al centro e l’intelligenza emotiva al primo posto tra le funzioni.

Il processo creativo è frutto esso stesso di collaborazione e dialogo: le verità vengono fuori dall’intelligenza collettiva e connettiva, non da posizioni accademiche totalizzanti...


Cosa abbiamo fatto (che potete vedere nelle foto) 

Tre cupole, ideate e sviluppate da Filippo Riniolo, per esprimere il senso delle tre regioni del WorkPlace:

concentrazione, condivisione e creatività.


Nella prima troviamo una proiezione che attraversa la dimensione privata, la casa, la domus latina, il nido e i grandi spazi del pensiero, dalle biblioteche alle cupole bizantine, caratterizzate appunto dal raccoglimento in se stessi. Nella seconda l’installazione video -che dialoga con una composizione audio a quattro canali - ci fa ritrovare immersi nella piazza, nelle strade, nei mercati, dove diversità s’incontrano e generano evoluzione come ai tempi delle grandi migrazioni, dei cortili, delle botteghe antropocentriche rinascimentali. La terza cupola svela l’eterotopia, l’inaspettato che fa irruzione nei nuovi spazi del lavoro… è la soffitta di casa dove ogni bambino immagina un mondo e lo costruisce tutto per sé, è la nave, il porto da cui ogni viaggio ha inizio.

La dimensione del viaggio immaginario come passaggio rivelatore di nuovi orizzonti. 

Stay tuned.