Storia dell’Arte nelle Imprese

Il modello pił amato: Adriano Olivetti

imageArtisti, filosofi, poeti, designer, architetti e intellettuali furono chiamati da Olivetti per indagare l’ignoto, rompere gli schemi, innovare processi, prodotti e metodi, proteggere la vera vocazione italiana: l’innovazione continua.

Olivetti perseguiva responsabilità sociale e produceva benessere e cultura, valorizzava l’uomo attraverso l’arte e il lavoro intesi come una sola cosa.

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Il modello IRI / Italsider: un successo interrotto

imageDagli anni ‘30, anche in questo caso l’arte entra nei processi aziendali.

Eugenio Carmi, artista designer, con altri colleghi di fama mondiale, trascorre le sue giornate agli impianti con gli operai, fonte primaria della creatività necessaria a ricerca e sviluppo. Insieme a ingegneri e progettisti dell’IRI, gli artisti innovano i processi produttivi, costruiscono navi di nuova generazione e inventano prodotti di successo.
IRI diventa un modello internazionale, oltre che una delle aziende più ricche e importanti del mondo.

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La Friche de la Belle de Mai. Marsiglia fabbrica arte e cultura

imageIeri, un impianto produttivo della Seita, oggi luogo di creazione e di innovazione.
La Friche de la Belle de Mai, 100.000 mq di superficie, è, allo stesso tempo, un luogo di produzione (vi lavorano quotidianamente circa 400 artisti e creativi), e uno spazio, aperto al pubblico.

Con quasi 300.000 visitatori l’anno, questo spazio multifunzionale propone mostre, festival, spazi di visibilità per giovani gallerie e artisti.

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Lipsia, Spinnerei. Dal cotone alla Cultura

imageUn ambizioso progetto di riconversione urbana del cotonificio di Lipsia, il più grande in Europa fino al 1989.
Eccellente esempio di come un’area industriale dismessa possa interagire con le industrie creative, trasformandosi, e influenzare le ambizioni di rigenerazione urbana di una città (più di 500 000 abitanti, il doppio considerando il distretto).

20 edifici su un sito di circa 10 ettari: 90.000 mq di spazio utilizzabile

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