Matera Alberga - Filippo Riniolo per Hotel Locanda San Martino

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Filippo Riniolo per Hotel Locanda San Martino

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RAPPORTI

di Francesco Cascino

Testo per RAPPORTI, opera scultoreo sonora ideata e installata nell’Hotel Locanda San Martino di Matera per il progetto Matera Alberga (Matera Capitale Europea della Cultura 2019).

Aperta dal 18 Gennaio 2019 all’eternità.

Filippo Riniolo indaga da sempre le possibili letture multiple della realtà politica, quelle nascoste sotto la manipolazione del linguaggio che lui a sua volta rimanipola in modalità poetica, trasformando la realtà in poesia sociale e arte interrogativa / informante allo stesso tempo. Per la Locanda San Martino, hotel che per primo ha rigenerato un Vicinato nei Sassi di Matera molti anni fa, ha ideato un’opera installativa divisa in un doppio dispositivo, all’interno e all’esterno dell’hotel, per raccontare due momenti fondamentali subìti e vissuti dai Sassi nel passato, per poi fonderli e indurre una riflessione unica e utile a comprendere e modificare il presente.

Per l’installazione esterna, posta nell’accogliente giardino di pietra dell’albergo, ha pensato un’opera scultorea e sonora da ascoltare in silenzio. Un’interazione acustica con la propria immaginazione e l’audio di una politica che non è stata in grado di comprendere fino in fondo le mille possibilità di resilienza e sviluppo al momento dell’esodo imposto agli abitanti dei Sassi nel 1952. I vecchi abitanti furono mandati a vivere in borghi agricoli e quartieri popolari che, pur progettati a regola d’arte e ancora oggi modelli straordinari di architettura antropologica, smembrarono la comunità e le sue enormi potenzialità di evoluzione. Da un’icona a forma convessa, simbolo di potere maschile che non sa guardare in profondità, appunto, come farebbe una madre con la sua comunità, analizzandone pregi e difetti, si ascolta Togliatti che parla di vergogna d’Italia ma anche, dieci anni dopo, di speranza che i Sassi riprendano vita attraverso centri di aggregazione e produzione culturale e non diventino solo una quinta scenica vuota di senso e piena di turisti. Siamo negli anni ’60 e questo vale ancora oggi. Ancora oggi il problema non è risolto. La politica però non ascolta e non capisce quanto genio, cultura, innovazione, soluzioni ai bisogni dell’Uomo c’erano in quella povertà, diventata tale proprio per colpa della politica che, negli anni ’30, aveva chiuso i fiumi dei Sassi condannando le abitazioni ad assorbire l’umidità che non poteva sfogare da nessuna altra parte dopo averlo fatto fisiologicamente nell’atmosfera per milioni di anni. Anzi proprio l’acqua e i suoi sistemi di gestione idrica, inventati dagli abitanti dei Sassi, veri artisti ante litteram, sono il motivo per cui Matera è Patrimonio Unesco. Da qui si comprende che la politica, da anni, ha rotto la sacra alleanza con la cultura e prodotto danni irreparabili dove prima c’erano dispositivi millenari di felicità, convivenza e incontro costruiti sulle straordinarie visioni, oggi invisibili, di donne e uomini meravigliosamente in armonia tra loro e con la natura. Quelle capacità che noi con Matera Alberga tentiamo di far emergere attraverso dispositivi poetici di esperienza, visione, ascolto e relazione, per rimettere al centro una seria riflessione sulla vocazione artistica del popolo – e degli artisti, ovviamente - che genera eccellenza urbanistica.

Nell’installazione interna invece Riniolo ha pensato un’opera – sempre scultorea e sonora - che racconta di un’affascinante teoria, fertile e feconda, secondo cui la Lezione di Pitagora, che viveva a Metaponto, a 40 chilometri da Matera, è stata e contiene l’origine della costruzione armonica delle abitazioni in tufo, stabilendo così un legame immaginifico e stimolante di scambio culturale tra chi viveva e chi visitava Sassi e insediamenti rupestri di Matera che, per millenni, sono stati un’unica cosa. E lo sono ancora.

Partendo dai tre concetti chiave del progetto Matera Alberga, convivenza, accoglienza e incontro, la filosofia principale dell’installazione relazionale di Filippo Riniolo per la Locanda San Martino è il legame tra i Sassi, il parco archeologico paleolitico, cioè la maestosa Murgia che qui chiamano anche Gravina, e Pitagora stesso. Vissuto 2500 anni fa a Metaponto, in provincia di Matera, sul Mar Ionio, il filosofo e matematico della Magna Grecia ha lasciato una traccia indelebile non solo nell’immaginario collettivo ma anche proprio negli ambiti a cavallo tra arte, esoterismo, filosofia e scienza. A quel tempo la divisione di queste discipline in categorie rigidamente separate non esisteva e le grandi scoperte erano legate a quell’istinto informato che proprio l’arte risveglia in chi la osserva e ne fa esperienza diretta. Oppure in chi la usa attivando la Teknè greca, le proprietà del braccio che, mentre disegna, trasferisce informazioni sensoriali e mistiche alla mente. Fra le grandi eredità di Pitagora, ci siamo concentrati sulla straordinaria lezione legata all’armonia costruita sul Monocordo.

Il monocordo è uno strumento a una sola corda dalla quale il filosofo ha ricavato le sue teorie, scoprendo che se si divide a metà la corda se ne ottiene un’ottava superiore. Se il capotasto che divide la corda si pone a ¾ si ottiene una quinta e via di seguito.

Il rapporto fra matematica e armonia è una lezione fondamentale per leggere i Sassi di Matera; è un elemento profondo che è rimasto nella cultura popolare e che sta alla base delle costruzioni armoniche dei Sassi. La sezione aurea, il rapporto fra gli spazi, il teorema di Pitagora, l’armonia stessa e la pittura che poi ne formalizzano i concetti inesprimibili a parole, sono il centro della nostra ricerca sulle ragioni misteriose che hanno portato gli abitanti della Murgia a costruire una città dalle caratteristiche uniche al mondo, un alveare accogliente in cui le persone hanno convissuto e accolto diversità per millenni e, incontrando e ospitando viaggiatori e viandanti, si sono scambiati ogni tipo di visione, esperienza, tradizione, identità. Generando evoluzione e mai una sola guerra.

L’installazione che l’artista ha ideato vuole essere una crasi, un ibrido figlio della contaminazione fra la rappresentazione dell’icona e la rappresentazione dei vasi greci. Per testimoniare come l’immagine non scompare ma viaggia, si rielabora e ritorna.

All’interno dell’hotel quindi Riniolo ha installato un’anfora concava (simbolo appunto di potere accogliente femminile), scolpita e dipinta da lui, accogliente e materna come un Cristo pantocratore ma con lo stile dei vasi greci. La forma di nuova generazione simboleggia il tentativo di rielaborare il passato in chiave nuova e antichissima allo stesso tempo. Come se scoprissimo dentro i vasi la traccia, il senso profondo della vita, la lezione chiave e la rendessimo visibile, fruibile, disponibile a chiunque, come deve essere per un patrimonio immateriale che diventa materia, forma, oggetto d’arte e di riflessione, di esperienza e accoglienza, appunto. Per questo si entra anche in hotel per vedere l’opera intera: all’apparenza luogo chiuso, si scopre che nei Vicinati rigenerati ci sono lezioni magistrali disponibili e aperte a tutti, proprio come la sapienza dei nostri avi e le loro case scavate nel tufo. Sapienza attorno a cui incontrarsi, discutere, confrontarsi, ragionare e, soprattutto, immaginare.

L’immagine poi si fonde con il suono e suggerisce ulteriore immaginario a chi sperimenta l’opera attivamente. Le opere sono come elementi messi a disposizione per leggere i Sassi alla maniera dell’arte, un rimando apparentemente distante che invece risuonerà nella mente e nei sensi di chi ascolta Pitagora e guarda i vasi greci proprio mentre è nel cuore della città antica. In questo modo ne comprenderà la sezione aurea semplicemente sentendola, ascoltandola e immaginandola.

Francesco Cascino

Curatore Matera Alberga

18 Gennaio 2019

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