Da dove arrivano le nostre visioni

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Il pensiero pensa, l’immaginazione vede (B.Munari)

Come lavori Arteprima Progetti, chi siano i membri e come siano accomunati dall’Art Thinking lo hai già scoperto. Dell’esperienza decennale di Arteprima no profit come associazione culturale di inclusione sociale, nata nel 2010 per esplorare le potenzialità enormi degli esclusi e contrastare il degrado con i dispositivi relazionali e progettuali dell’arte, lo hai appreso nella Home e lo si può approfondire nelle varie sezioni. Di come da lì nasca Arteprima Progetti (profit) è facile immaginarlo.

Parliamo del perché questa impresa creativa creda così fortemente nell’approccio olistico e artistico alle soluzioni e non si concentri solo sul problema, come si può leggere nei vari progetti realizzati.

Quello che fondatori e partner si portano dentro in ogni cosa che fanno, il vero suono emotivo che si visualizza come un sogno rinascimentale, è rimettere le visioni e le pratiche dell’arte e degli artisti al centro e a monte delle relazioni e dei processi di sviluppo produttivo, sociale, economico, politico, agricolo, scolastico, ambientale e urbanistico, sia pubblico sia privato. Come accade da 40mila anni, dalle grotte di Lascaux al Rinascimento, dalla Grecia all’antica Roma, dalla Mesopotamia all’Ars Electronica Center di Linz dove scienziati, artisti di ogni disciplina, imprenditori, manager, professionisti politici e amministratori pubblici lavorano ogni giorno alla soluzione di ogni tipo di problema e poi ne affidano la divulgazione agli artisti visivi (gli stessi che hanno lavorato ai temi di cui sopra) che, abituati a mostrare per informare la coscienza profonda, da monte a valle raccontano i processi in modo indelebile, favorendo la partecipazione.

Non esiste quindi distinzione tra arte, impresa, funzionalità, poesia, cultura. Tutti questi elementi hanno una matrice unica: l’intelligenza emotiva, la ricerca, il know how, il saper comprendere e fare. Elementi che nascono e si sviluppano dalla visione e dall’esperienza estetica. I nostri amici e partner delle Neuroscienze del Centro Ricerche del San Raffaele di Milano lo dicono chiaramente e Alberto Sanna, il Responsabile del Centro che lui ha voluto chiamare Ingegneria della Consapevolezza, ha formato e firmato il Manifesto Art Thinking insieme ad Arteprima Progetti.

Dal vivere d’arte all’arte di vivere, il nostro network ha imparato dagli artisti la matrice comune e la natura unica di funzione e armonia, quello che appunto si chiama Art Thinking: la sezione aurea di processi e prodotti che non smette mai di rispondere adeguatamente a sogni e bisogni primari, atavici ed evolutivi dell’Uomo. D’altronde l’estetica è una filosofia visiva, entra nell’incoscio individuale e collettivo e lì rimane per sempre: per quello sarebbe meglio che l’arte fosse di qualità.

Quello che è bello funziona meglio, diceva Adriano Olivetti, un imprenditore che il mondo l’ha migliorato davvero, coniugando successo e valore. Basta guardare semplicemente le nostre città d’arte, dove tutto ancora funziona e dove, nei millenni, gli artisti e gli architetti insieme hanno costruito la memoria fisica e metafisica che abita nell’immaginario di tutti, nelle piazze, nelle vie, negli Acquedotti romani, nei Navigli di Leonardo Da Vinci, nel PC di Olivetti, nel Mac di Steve Jobs, nelle imprese memorabili, nel mondo come lo conosciamo oggi.

L’arte è l’unica pratica che, lungo tutta la storia, ha dato senso e valore alle attività sociali e al palinsesto urbano e ambientale.

Partendo dal dato neurobiologico secondo cui l’uomo ragiona per immagini, si scopre come l’arte, non solo quella osservata ma quella vissuta e realizzata in prima persona, generi visione, sguardo critico, senso di appartenenza, partecipazione, capitale sociale, qualità degli spazi urbani, attrazione di attività commerciali e creative. In una parola l’arte produce emozione che informa per sempre, non suggestione momentanea, e questo si può applicare a ogni processo, ogni contesto, ogni dinamica relazionale, industriale, sociale o istituzionale.

Courtesy immagine sopra: Antony Gormley - Installazione sulla Sila (Calabria, 2007)

imageSopra. Jannis Kounellis, installazione permanente nella stazione della metropolitana di Napoli a Piazza Dante.
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